LA CUCINA TIPICA UMBRA....DETTI POPOLARI

" La cucina tipica Umbra"

"A tavola. Conferenza umoristica"
tenuta in Ancona al circolo impiegati Civili della p.a.
G. Ceci - Maggio 1899


" Sta grande l' influenza che l' uso di mangiare
ha sopre l' uman genere nell' opre e nel parlare.

Si può mangiar con gli occhi una cara fanciulla;
si mangia il patrimonio chi in ozi si trastulla.

Mangia di baci un giovane la bella innamorata
e mangia l' aglio, invece, un' altra abbandonata!.

Si fa l' occhio di triglia alle ragazze belle
e si porta il vestito coperto di frittelle.

Un fanciulletto sdrucciola? Ha battuto le mele
T' è il caso favorevole? Cacio sui maccheroni.
Come si dicon gli uomini di buona pasta? Agnelli

Tartufo l' uomo ipocrita, i bimbi son frittura,
agrodolce è la suocera per vizio di natura.

E il corpo uman? Guardatelo! neppure lui è sfuggito a simil retorica:
Infatti egli è fornito della noce del piede,
zucca, peperone, pomo d' Adamo, eccetera,
insomma un minestrone!.

Il mastro muratore piazza l' ultima tegola?
Sù, presto, i maccheroni giacchè sono di regola.

Innalza il contadino il conico pagliaio?
Guai se nella cucina non brontola il caldaio.

Nasce un bambino? Un pranzo!...
Ricorre un compleanno?
Si mangia a crepapelle a rischio di un malanno.

Torna il figliol dai studi più asino di prima?
per meglio incoraggiarlo un desinar s'intima.

Il timido abatino vien prete consacrato?
Si appronta lauta mensa al giovin tonsurato.

Recita un canonico la messa giubilare?
Quattordici pietanze e vino da affogare.

Più volte un pranzo regola dei popoli il destino
avremo pace o guerra?decide l'intestino.

Parla un ambasciatore?Fa un brindisi un regnante?
fermansi le mandibole appena un breve istante.

La guerra si proclama, si stringe un'alleanza?
Senti delle mandibole ricominciar la danza.

Dove si mangia? Ovunque: sul tavolo, per terra,
sul letto o sopra un muro, si mangia in pace o in guerra;

in barca, in piedi, in seggiole, su botti, sui clienti,
l' oste sull' acqua e il medico sovra l' altrui tormenti.

Però peggio di tutti chi mangia è l' impiegato
il quale volle scegliere la greppia dello Stato.

C' è poi chi mangia adagio con gran successo e tace
e c'è chi tanto chiacchiera che mai non si dà pace.

Tutti i cristiani a tavola si sentono beati,
ma sopra tutti godono di starvi preti e frati.

Boccon da preti oppure preti e polli,
ripete spesso il popolo, non sono mai satolli.

Saper come la pensano su questo i fiorentini?
Volete? Ho pronti i versi del Fucini.

-Oh, parte inver degli uomini preziosa è la mascella
che cose grandi e nobili si posson far con ella...-

Mi si dirà: le chiacchiere non sono una pietanza.
Tutt'altro, anzi! Le chiacchiere son cose di sostanza,

perchè il governo chiacchiera ai suoi contribuenti
se dicon di giacere in troppi duri stenti.

Chiuderò con un brindisi come in un pranzo vero
lungi vi stia dall'animo ogni triste pensiero

e per uscire a tanto abbiate la sapienza(...)
(dopo gran mangiata di non toccar la panza).


"Che hai mangiato, el falasco?"
(cosa hai mangiato, l'erba?)

"Non sai manco quanti giri fa' 'na boccia"
(non sai neppure quanto gira una boccia)

"Ogni lasciara è persa"

"Te fa' scialà"
(ti fa affaticare)

"Parla quanno pisciono le galline"
(parla soltanto quando le galline fanno pipì)

"Me fe' sganassà dal ride"
(mi fai slogare le mascelle)

"Sei giallo come 'n ovo sbattuto"

"Quello 'n artira manco le gamme"
(quel tizio non riesce neppure a camminare)

"Calcia come 'n somaro"

"Ma che c'hai al posto del cervello, el pancotto?"

"Grasso 'mpallato"
(grasso come una palla)

"Gallina che non becca ha già beccato"
(chi non mangia ha già mangiato)

"El tempo è galantomo"

"Magna a quattro ganasse"

"Me s'è gelato el sangue"

"Nun cresce e nun crepa"

"Contento come 'na Pasqua"
(contento come se fosse Pasqua)

"Più erba se magna, più bestia se diventa"(Terni)

"El bon magnà smuove le ganasse e fà 'ngrassà"(Orvieto)

"Dopo el 18 ottobre la palomba è perduta"(Todi)

"Chi magna l'ajo e cipolla forte nun ha certo paura de la morte"(Norcia e Cascia)

"Se l'occhi sò contenti fa bene anche pei denti"(Spoleto)

"Dietro al corteo d'un grasso i magri vanno a spasso"(Assisi)

"Quello che se magna con gusto è sempre quello giusto"(Foligno)

"Piscia chiaro e magna forte e nun dovrai avè paura de la morte"(Città di castello)

"L'omo dritto poco magna, l'omo magro gnente magna"(Gubbio)

"Chi vuole buttà el medico da la finestra ha da beve el vino doppo la minestra"(lago trasimeno)

"Bontà in cucina non invecchia mai"(Perugia)