Sito del Comune di Panicale provincia di Perugia, regione Umbria, Italia

Santuario della Madonna di Mongiovino

immagine articoloSantuario della Madonna di Mongiovino

Il santuario è stato completamente restaurato in occasione e con i fondi del giubileo dell'anno 2000, grazie ad un accordo di programma stipulato tra il Comune di Panicale, la Regione Umbria, la Soprintendenza di Perugia, la Curia di Perugia e il Comitato di S. Maria Assunta.


Il progetto di restauro ha riportato alla luce affreschi e dipinti nel loro colore e splendore originale, ed stato uno degli obiettivi principali cui ha lavorato il Sindaco Daniele Orlandi nella legislatura 1995-1999 e all'inizio di quella 1999-2004.

Il Santuario di Mongiovino custodisce al suo interno un immagine della Madonna divenuta famosa in quanto a questo dipinto sono stati attribuiti svariati miracoli.Per questo motivo nei secoli XVI-XVII ha costituito un luogo di culto richiamando moltissime persone del territorio di Perugia.
A testimonianza di questa intensa religiosit ci sono i numerosi ex voto.
La pianta della chiesa a croce greca, all'interno la cupola sorretta da quattro pilastri quadrati e da volte.
Le decorazioni interne sono in stile corinzio.
L'esterno della chiesa decorato per ogni facciata da quattro pilastri.
Molti furono gli scalpellini che lavorarono nel Santuario della Madonna di Mongiovino tra cui ricordiamo: Lorenzo da Carrara e Bernardino da Siena che decorarono con bassorilievi e tutto tondo gli stipiti degli archi dei portali abbellendoli con decori di eccezionale bellezza.


Mongiovino da sempre luogo di venerazione mariana; una particolare devozione era riservata ad un' immagine della Vergine raffigurata in una edicola, dimenticata tra i rovi, vicino ad una fonte sorgiva in prossimit dell'antichissima chiesa di San Martino (dedicata anche a San Giorgio in memoria dell'evento miracoloso della moltiplicazione dei pani del 13 aprile 1513), adiacente al santuario.
Secondo la tradizione in un anno imprecisato, tra il XV e il XVI sec., un primo miracolo silvo-pastorale attribuito all'immagine mariana coinvolse una pastorella di nome Andreana (la cui statua conservata all'interno del Santuario) che andava a prendere l'acqua alla fonte: la Madonna, addolorata per lo stato di abbandono e di incuria, apparve alla ragazzina chiedendole una maggiore venerazione per l'edicola sacra. La pastorella raccont ai compaesani l'evento miracoloso ma nessuno volle crederle; la loro incredulità fu vinta solo quando la Madonna ricorse al miracolo della brocca piena d'acqua rovesciata sul capo della fanciulla ed al miracolo del velo. In una bolla del novembre 1513 Pap Leone X dichiarava la veridicità degli "strepitosi prodigi".
La data di inizio della costruzione del Santuario incerta poich il primo libro della sua Amministrazione andato distrutto. Tuttavia si pensa che gi nel 1513 esisteva una venerazione mariana ed era gi cominciata la costruzione di un luogo per proteggere e conservare l'edicola miracolosa, incluso successivamente nell'architettura del santuario e diventato il vano absidale e contemporaneamente la cappella dedicata alla Madonna, con l'altare principale della chiesa.
L'impianto della chiesa a pianta centrale con croce greca (cio con tutte le braccia di uguale lunghezza) inscritta, la cupola ottagonale. Tutto l'impianto presenta caratteristiche architettoniche e strutturali che si rifanno al Bramante, anche se non c' alcun documento che certifichi l'attribuzione a lui del progetto; tale schema inoltre si rif a modelli gi adottati nel '400.
Dei documenti pubblicati nel 1872 ed un manoscritto del canonico Cesare Crispolti del 1597, ora conservati presso la Biblioteca Augusta di Perugia, attesterebbero che l'architetto del Santuario Rocco da Vicenza, seguace del Bramante. Numerosi i lapicidi e gli scalpellini che lavorarono al rivestimento e alla decorazione in pietra arenaria proveniente dalla vicina cava della Petraia e da Cibottola. La cupola fu terminata e imbiancata nel 1528, e nel 1550 furono collocate delle tegole verdi invetriate sul suo estradosso; oggi si presenta coperta da lastre di piombo e lanternino.
Il Santuario si presenta come un grosso cubo le cui quattro facciate sono caratterizzate da altrettante "lastre prospetto" o "ventarole" in pietra arenaria intagliata a grossi blocchi scandite da ordini di lesene giganti; sono, poi, completate da timpani a terminazione orizzontale e quattro rosoni al centro. Sulla facciata di ingresso si trovano due grandi portali riccamente scolpiti, posti simmetricamente uno sul fronte nord ed uno sul fronte sud, ornati da doppi ordini di colonne e protetti da due tetti sporgenti che, formando dei pronai, preannunciano l'altare interno, anche questo caratterizzato da colonne sporgenti e racchiudente l'immagine miracolosa della Madonna. L'interno, quadrato, caratterizzato da quattro cappelle (entrando dall'ingresso principale, partendo da sinistra e procedendo in senso antiorario: Cappella della Resurrezione, Cappella dell'Ascensione, Cappella della Madonna del Rosario, Cappella della Madonna) sugli spigoli attestate sugli angoli che formano, cos, la croce inscritta nel cubo. Ogni cappella sormontata da una piccola cupola pi bassa. L'effetto che se ne ricava entrando da entrambi i lati , di lato, di visione-contemplazione della Vergine, mentre al centro e lungo l'asse direzionale, alzando lo sguardo, si pu ammirare la "croce gloriosa".
E' evidente la profonda simbologia sacrale alla base della concezione di questa chiesa, vero e proprio luogo di pellegrinaggio: l'entrata e l'uscita sono in asse con il centro della cupola e il passaggio materiale attraverso questi elementi architettonici simboleggia sempre quello spirituale di penitenza-purificazione-contemplazione della gloria celeste raffigurata nella cupola. L'uscita ideale quella sul lato sud, verso la luce, simbolo forte del Cristo. In un unico organismo sono così contenuti l'immagine della croce, della Gerusalemme Celeste, e dello scrigno, o dell'arca dell'alleanza, i principali simboli cristologici e mariani. 


Affreschi della CAPPELLA DELLA MADONNA
L'apparato architettonico della chiesa si pone anche come elemento unificante con l'apparato decorativo che, commissionato dai Massari del Santuario nella seconda metà del '500, verrà completato a settori, e che vedr come colore predominante il verde unito a dorature (l'oro e il verde figurano, tra l'altro, anche nell'iconostasi) abbondantemente presenti anche nelle membrature architettoniche. Tale uso del colore denota l'intenzione di seguire e restare fedeli ad un preciso e significativo programma simbolico da rendere attraverso l'architettura. Impianto architettonico e decorativo vogliono essere la rappresentazione simbolica del Paradiso Terrestre.
La decorazione dell'interno del Santuario si pu suddividere in tre cicli: il primo segue un gusto decorativo dell'ultimo ventennio del '500, cos il fascione che sottolinea il cornicione della trabeazione sotto la cupola, decorato con cherubini e putti alati con il monogramma di Maria, attribuiti a Silla Piccinini e ad un certo Aloviscie da Perugia, sono impreziositi da dorature e colori accesi (rosso, verde, blu); il secondo ciclo rientra nell'ambito del progetto decorativo tardomanierista a cui appartiene la tinteggiatura verde nella parte alta dell'edificio, cos come riconducibile al gusto ornamentale anche l'esecuzione dei riquadri a grottesca dei sottarchi della cupola; l'ultimo ciclo, il pi ampio, riguarda la realizzazione, nel 1709, da parte di Mattia Battini, dell'incoronazione della Vergine nella gloria del Paradiso, e dei quattro evangelisti sui pennacchi: S.Matteo ispirato dall'angelo, S.Luca che dipinge la Vergine, S.Giovanni con l'aquila e S.Marco con il leone secondo l'iconografia classica.
Alla decorazione del santuario si alternarono i maggiori pittori operanti nel territorio perugino a quell'epoca, oltre a quelli gi citati anche: Orazio Alfani, G.B. Lombardelli, Nicol Circignani, detto il Pomarancio, Hendrick van den Broeck, noto come Arrigo Fiammingo o Paludano, Giovanni Wraghe e il misterioso Pierluigi da Perugia, tutti in stretta relazione e divulgatori dello stile baroccesco, e l'orefice Giovanni Andrea Patrizi.
La chiesa fu consacrata nel 1646 dal Vescovo di Citt della Pieve Reginaldo Lucarini.
Nelle cappelle angolari gli altari originali contemporanei alle pitture cinquecentesche furono demoliti e sostituiti dalle attuali macchine d'altare.
Il completamento del Santuario fu portato a termine con la costruzione o la ristrutturazione delle Pie Case sui lati sud-est e sud-ovest in cui fu inglobata anche la fonte, e il rifacimento completo della piccola chiesa di San Martino, nel 1728.
Il campanile, a due ordini di timpani sovrapposti in cotto rosso, del 1775, progettato dall' architetto Francesco Tiroli ed eseguito da Giovan Battista da Lugano. Anche qui sono presenti elementi con forte valenza simbolica in quanto rappresentazione di attributi della Vergine gi prefigurati nell'Apocalisse e presenti nelle litanie del Rosario.
Interessante anche l'inquadramento territoriale: tra il XV e il XVI secolo, insieme a quello di Mongiovino vennero costruiti, nella zona, anche altri Santuari che formano una vera e propria corona intorno al Lago Trasimeno: le Grondici, presso Castiglion Fosco, S. Maria dei Miracoli a Castel Rigone, la Madonna dell'Oliveto a Passignano, la Madonna della Carraia presso la Panicarola, la Madonna del Calcinaio e S. Maria Nuova a Cortona, ed altri minori. Su tutti, comunque, spicca il Santuario di Mongiovino per l'originalit e la completezza sia dell'apparato architettonico che decorativo.

 

Link correlati

Non ci sono link correlati

Tu puoi migliorarlo

Se ancora non hai trovato quello che stavi cercando comunicacelo cliccando qui.

Comune di Panicale. Via Vannucci, 1, 06064 Panicale (PG) Tel. +39 075 837951 Fax +39 075 837637